Libri

numero verde sos

 fenice banner

consultanoi

 

"LA NUVOLA"
romanzo di Giulia Avanzini

"Non è l’appetito ad essere ammalato, come comunemente si crede. I disordini alimentari sono la risposta ad un disagio più profondo. Sono patologie della relazione, qualcosa nelle relazioni di origine non è andato come doveva. Allora il cibo diventa l’anestetico, ma anche il nemico. Sono la soluzione che il soggetto ha trovato per trattare la propria angoscia, il proprio corpo. In un certo senso sono un’autocura (...) una soluzione personale al trattamento dell’angoscia sottostante. E proprio perché sono un’autocura rendono difficile l’arrivo del soggetto in terapia. Il soggetto arriva in terapia quando qualcosa si incrina nel suo rapporto col sintomo. Le persone con un disturbo alimentare possono essere molto compiacenti, si adeguano a come la mamma le/i vuole, ma sul mangiare non transigono: su questo campo fanno la guerra. Di qui il rifiuto di ogni compromesso e la scelta terribile di un lento suicidio. Questa scelta oggi riguarda milioni di giovani e non solo. L’età di esordio del sintomo si è abbassata, fino a comprendere bambine/i delle elementari, ma nel contempo si è alzata fino ad interessare anche donne di 50 anni.
Perché questo tema è più presente oggi?" (dalla prefazione di Chiara Baratelli).

La nuvola nasce dal desiderio di sentirsi seguiti, accuditi, consigliati e amati da una presenza al di sopra di noi. La "donna nuvola" diviene così colei che, al di sopra delle parti narra, con immenso trasporto, la vita di un'altra donna, Sara, affetta da disturbi del comportamento alimentare. Vedrà la protagonista nascere, crescere, vivere e spesso morire tra lacrime e saliva. Da lassù, dal suo spazio immenso che è il cielo, l' io narrante emanerà piogge in momenti di estrema sofferenza, per simboleggiare la sua presenza e l'incapacità di fare qualcosa.
Un romanzo fatto di scelte, dove Sara, ogni giorno, deve scegliere, senza aspettare che qualcuno scelga per lei. Per sfatare l'idea che l'anoressia e la bulimia siano un problema infantile e adolescenziale legato al peso, al volere essere belle, al voler essere magre.
Tutt'altro, il disturbo alimentare diventa una vera e propria dipendenza, non differente dalla tossicodipendenza: lo scopo è quello di auto eliminarsi, scomparire non mangiando, tapparsi la bocca abbuffandosi. Il tentativo di riempire l'anima attraverso il cibo o l'eroina diviene lo stesso rituale per estraniarsi dal mondo e ritagliarsi così un piccolo posto. La pratica del vomito diviene per la protagonista una consuetudine che con il tempo assume una connotazione sessuale, legata ad una vera e propria masturbazione provocata dalla mano nella gola.
Un romanzo dove nessuno ha delle colpe, ma tutti delle responsabilità: di essere padri e non amanti; di essere madri e non amiche; di essere figlie e non bambine per l'eternità. L'errata comunicazione tra Sara e la sua famiglia crea ogni giorno tagli che con il tempo diventano ferite, per poi divenire solchi e buchi dai quali risulta difficile uscire. La rinascita esiste e c'è quando ci si accetta, e si accettano gli altri per quello che sono, senza aspettare sempre la risposta giusta nel momento a noi più congeniale. Quando c'è chi divora, c'è sempre qualcun altro pronto a farsi divorare.

(da http://www.zonacontemporanea.it)

Amici di Fenice Lazio

COOPERATIVA DI LAVORO SOLIDARIETA' E LAVORO Ristorazione collettiva e catering Via Orazio Raimondo, 33

Sondaggio

Come pensi che sia il tuo rapporto con il cibo?