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"Il cuscino di Viola"
 
di  Laura Dalla Ragione e  Paola Bianchini 
Edizioni Diabasis. Reggio Emilia  2006 ,13 euro
 
Questo libro nasce da un incontro. Incontro di saperi, scienze della natura e scienze dell’uomo, in un dialogo continuo, per fare uscire dall’ombra volti e  persone, nel  loro indistricabile intreccio di esperienza e malattia, biografia e sofferenza.
E’ l’incontro tra  filosofia  e  psichiatria all’interno di un’ esperienza appassionante quale quella di Palazzo Francisci a Todi, Centro pubblico italiano completamente dedicato alla cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Dove un piccolo esercito di persone (sono sempre quelle che fanno la differenza) affronta quotidianamente una battaglia contro un disturbo che riguarda ormai milioni di giovani nel mondo .
I casi clinici e le testimonianze del libro si riferiscono a ragazzi e ragazze che hanno vissuto a Palazzo Francisci, un’esperienza di cura ma anche una esperienza di vita, che crediamo  non possano e non debbano  mai essere disgiunte.
Il libro è intessuto di esperienze cliniche, spesso dolorose, a testimoniare che ogni osservazione  anche la più teorica si nutre e parte  da uno sguardo attento e partecipato, unica vera garanzia di comprensione scientifica.
E’ la testimonianza di un’idea di cura che usa la parola, l’amore, il coraggio, la paura, le domande, come strumenti di guarigione. 
Ci piacerebbe pensare che anche per altre patologie si potessero creare spazi di cura e di vita come quello che abbiamo sperimentato a Todi, e che ha cambiato la vita delle nostre pazienti, dei loro familiari ma anche inevitabilmente le nostre convinzioni e le nostre sicurezze.
Il loro congedarsi dalla vita, il ritirarsi in una stanza può contenere un potenziale critico e rappresentare l’ingresso in una dimensione utopica, in cui il mondo potrebbe essere diverso da come è. 
La distillazione di essenze, (come diventa il loro corpo) di forme apparentemente astratte da un mondo che si vuole fuggire, può essere visto come il tentativo di andare al di là di uno stato divenuto intollerabile. La segregazione è volontà di potenza, un volere-al-di-là-di-sé, che fagocita continuamente vita, andandole bramosamente incontro, per poi allontanarsene. L’affollata moltitudine di riti a cui questi pazienti si sottopongono, è il risultato del loro avvicinarsi alle cose, agli affetti, al mondo, per poi prenderne congedo. Tuttavia il congedo ottenuto, non ha l’ effetto sperato: la sintesi superiore non ha ricostruito l’intero sperato, ma al contrario, a rimandato potenziandola una mancanza di sé e del mondo. Una nostalgia della vita che nel suo allontanamento non ha lasciato spazio per crescere. 
Nella dimensione di ricerca di uno spazio di cura che accolga questo dolore e questa nostalgia, è nato questo libro. Dare delle ragioni forti per ritornare alla vita: poiché chi possiede un perché sa combattere contro ogni come.

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