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"Il vaso di Pandora " 

guida DCA per pazienti , familiari ed insegnanti

Collana dei quaderni del volontariato Cesvol .

 
Questo libro nasce dagli incontri con genitori e familiari di pazienti DCA presso la struttura Palazzo Francisci di Todi, residenza per la cura e la riabilitazione dei disordini alimentari. Gli incontri nati per sostenere i genitori, si sono progressivamente trasformati nel sostenere temi legati alla genitorialità, al dolore, alla sofferenza che abita il mondo interiore di questi pazienti. Le tante voci che contribuiscono alla realizzazione del libro rappresentano la coralità degli intenti e dei percorsi di cura della residenza Palazzo Francisci. Ogni malattia richiede una spiegazione, interroga in profondo, si inserisce nella vita del paziente e della sua famiglia, modificandone gli equilibri e creandone di nuovi, entrando così a far parte della storia di quelle esistenze. “Molte persone condividono la stessa malattia, ma la storia di ciascuno, il modo in cui quella malattia entra nella propria esistenza, è per ciascuno unico ed irripetibile. Questo è il motivo fondamentale per cui la terapia deve tener conto di questa variabilità ed essere adattata caso per caso, per cui anche il medico contribuisce, nella misura in cui ascolta ed è attento al dispiegarsi della vicenda esistenziale del proprio paziente, a scrivere insieme a lui la sua storia. L’idea è che la speranza non è semplicemente un premio di consolazione per le disgrazie necessarie della vita degli individui e della storia; la speranza è piuttosto uno sforzo per vedere come le cose stanno in movimento, come si evolvono, quindi la nostra mente non è simile a uno specchio che riflette una realtà ferma, la nostra mente è piuttosto qualche cosa che si inserisce nel mondo della speranza. Il principio della speranza è ciò che orienta gli incontri rivolti ai familiari di pazienti con Disturbo del Comportamento Alimentare, il progetto “ Il vaso di Pandora”, prende appunto il suo nome dal mito che richiama alla speranza. Come ricorda il mito Esiodeo, il vaso donato dagli dei era chiuso con un coperchio impedendo al suo contenuto di uscire fuori, Pandora arrivata sulla Terra, lo aprì e tutti i mali si riversarono sull’umanità, soltanto la speranza, che era in fondo, non potè scappare. Paradossalmente la speranza, non riguarda tanto il futuro quanto il presente, nel senso che ogni istante può diventare significativo, noi dobbiamo imparare a vivere ogni momento come se fosse eterno: “Cogli l’eternità nell’istante” è un principio fondamentale. Naturalmente per eternità non si intende un tempo lungo, gonfiato oltre ogni dimensione finita, per eternità si intende la pienezza dell’esistere, l’eternità riguarda quei momenti d’essere in cui a me sembra di scoprire il senso delle cose, e questo senso delle cose io lo scopro andando al di là dell’oscurità dell’attimo stesso. La nostra coscienza del presente, che a noi sembra così cristallina, così trasparente, è in realtà opaca, e quindi il presente in effetti è oscuro,usando un proverbio cinese: “Alla base del faro non c’è luce”. Questo significa, allora, che noi non dobbiamo proiettarci nel futuro in quanto tale, ma illuminare, attraverso la conoscenza e attraverso la conoscenza della speranza, quello che è il centro del nostro essere, cioè dobbiamo buttare luce, dare senso a ogni momento della nostra vita, specialmente dobbiamo trovare, ricercare la forza per illuminare gli angoli in ombra della nostra esistenza, anche quelli più dolorosi. 
 
Il libro non è in vendita nelle librerie e può essere richiesto tramite contributo volontario alla associazione se sei interessato  scrivi a mifidodite@pgcesvol.com

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