Lettere

numero verde sos

 fenice banner

consultanoi

 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

Anoressia:  difficile curarsi a Roma e nel Lazio

Spett.le Redazione,

da pochi mesi è stata diagnosticata a mia figlia una anoressia nervosa.  In questo terribile frangente abbiamo vissuto mesi, anni, di enorme disagio, scoprendo che in una città come Roma è difficilissimo trovare assistenza sanitaria adeguata, poiché i medici via via contattati sono risultati spesso incompetenti, impreparati sulle specificità di tale malattia, comunque non adeguati, facendoci sprecare tempo prezioso, vitale per nostra figlia. 

Nel momento in cui la malattia è stata finalmente e tardivamente diagnosticata, ci siamo resi conto che i pochi centri specializzati residenziali esistenti in Italia, nessuno nella Regione Lazio, la gran parte ubicati prevalentemente al centro-nord, hanno lunghe liste di attesa. Abbiamo dovuto pertanto far ricoverare nostra figlia in un Centro nel nord Italia, fortunatamente rivelatosi molto valido.  

Ora oltre 750 km ci separano da lei, per molti, molti mesi, non sappiamo ancora quanti.  I disagi psicologici, il distacco della ragazza dai parenti e dagli amici, le difficoltà di contatto con l’equipe curante, le spese e le difficoltà di viaggio che dobbiamo affrontare, l'interruzione della continuità terapeutica quando la ragazza uscirà dal ricovero e tornerà a Roma, sono solo alcuni degli aspetti gravissimi che si sono aggiunti ad una condizione già pesante dovuta alla malattia.

A Roma esiste tuttavia un valido Centro presso la ASL Roma E, purtroppo da noi scoperto solo tardivamente all’atto della pratica di ricovero, dove i pazienti possono ricevere un'assistenza adeguata da un equipe medica multidisciplinare (psichiatri, psicologi, alimentaristi, dietisti), che però attualmente può offrire solo assistenza ambulatoriale e in caso di necessità di ricovero invia i pazienti fuori Regione, con rilevanti costi per la sanità regionale.  

Al fine di condividere la nostra terribile esperienza con altri genitori, abbiamo aderito ad una Associazione, la Onlus Fenice Lazio, creata dai genitori di pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare, in quanto la malattia è devastante non solo per il malato ma per la famiglia tutta, scardinandone i modelli di funzionamento e gli equilibri.  Il nostro impegno, assieme all’Associazione Fenice Lazio, che da anni porta avanti tale battaglia,  si è quindi rivolto verso l'obiettivo di riuscire ad ottenere una residenza a Roma, possibilmente collegata al centro della ASL Roma E che già ora funziona efficacemente.  

Ma i mesi passano e la burocrazia ha tempi incompatibili con la guarigione dei nostri figli. Perché l’anoressia è una grave malattia che va prevenuta e curata quanto prima e in maniera integrata ed incisiva.

Sembra impossibile che né il Comune, né la Provincia, né la Regione, a differenza di altre Regioni che hanno creato validi centri, quali quello di Todi in Umbria,  abbiano strutture idonee da poter essere immediatamente riconvertite ed utilizzate per la cura di tante ragazze e ragazzi, adolescenti e non, che soffrono, e sono in continuo aumento, mentre probabilmente i tagli di bilancio condizioneranno pesantemente la scelta “politica” della Regione se dotarsi o meno di un centro residenziale di cura nel Lazio, trascurando gli enormi vantaggi sociali che ne deriverebbero ed i risparmi che si otterrebbero evitando i trasferimenti fuori Regioni.

“Una comunità può dirsi etica solo se si rende responsabile del dolore che c’è nelle proprie famiglie e se si assume il compito di educare e curare i propri figli”.  Lancio quindi un appello affinché le strutture competenti si attivino, subito, perché termini questa situazione terribile e di enorme disagio, affinché i nostri figli malati abbiamo una possibilità concreta di guarigione. Anche a Roma. Anche nel Lazio.

 (Lettera firmata)

Amici di Fenice Lazio

Sondaggio

Come pensi che sia il tuo rapporto con il cibo?