Associazione Fenice Lazio Onlus

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Si è costituita a Roma, per iniziativa di un gruppo di genitori e con il supporto tecnico di operatori specializzati, la ONLUS "Fenice-Sezione Lazio Associazione per la cura e la riabilitazione dei disturbi alimentari".

Le finalità dell'Associazione riportate nello statuto, ma ancor prima nelle intenzioni dei fondatori, riguardano il sostegno dei servizi per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e del peso (DCAP), lo sviluppo e il potenziamento delle attività di assistenza e di riabilitazione, il sostegno alle famiglie ,l'informazione sui centri di riferimento locali e nazionali, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, l'uso appropriato dei mezzi d'informazione e la raccolta dati.

Nel territorio romano e laziale il numero di giovani e giovanissimi con disturbi alimentari sta crescendo in maniera esponenziale e per questo motivo l'Associazione Fenice Lazio intende collaborare con le strutture locali sanitarie allo scopo di attivare una rete integrata di servizi per i DCA.

L'Associazione Fenice Lazio nasce per essere una rete tra le reti già esistenti in Italia e che da anni compiono un proficuo lavoro con le famiglie e con gli operatori del settore.

L'Associazione Fenice Lazio, dalla sua fondazione ad oggi, sta combattendo per l'ottenimento di una residenza e semi-residenza per i pazienti affetti da DCA.

Una struttura pubblica residenziale per la cura dei DCA è assolutamente assente su tutto il territorio della Regione Lazio e, nel caso sia prescritto il ricovero, il servizio sanitario della Regione prevede quasi sempre il trasferimento dei pazienti extra-regione con conseguente spesa di danaro pubblico e disagio per pazienti e familiari.  Per le sole richieste pervenute dal Centro per DCA di Roma E, da Dicembre 2008 ad oggi,  la Regione Lazio  ha speso circa 500.000 euro. L'Associazione si è fatta promotrice di questa battaglia ponendola come obiettivo centrale della propria attività.

L'Associazione Fenice Lazio recepisce fondi attraverso le quote dei soci, le donazioni, le raccolte fondi.

 

ASSOCIAZIONE FENICE LAZIO ONLUS

Via della Stazione di S.Pietro 40

00165 Roma

C.F. 9754170058

 

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4 Giugno 2012 - Ritorno alla vita

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Numero Verde

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Numero verde SOS disturbi alimentari 800.180.969

 

Counselling telefonico sui Disturbi del Comportamento Alimentare
(Anoressia, Bulimia, Alimentazione Incontrollata)
 
 
Il primo numero verde nazionale dedicato ai Disturbi Alimentari, attivo 24 ore ogni giorno da lunedì a venerdì, sarà gestito rettamente dall’Usl n.2 di Perugia, e in particolare dagli operatori del suo Centro di eccellenza per i disturbi del comportamento alimentare (DCA) con sede a Palazzo francisci di Todi e Centro per i Disturbi da alimentazione incontrollata (DAI) di Città della Pieve.
 
Ad assegnare il progetto e i relativi finanziamenti, sono stati l’Istituto Superiore di Sanità ed il Ministero della Gioventù, affermando così il valore, riconosciuto a livello nazionale, dei Centri DCA e DAI dell’'Azienda Sanitaria di Perugia. In questi anni, purtroppo, il cibo per milioni di giovani inizia a divenire un nemico e si diffondono i Disturbi del Comportamento Alimentare manifestando una modalità nuova di esprimere il proprio disagio psichico.
 
Quattro operatori esperti (psicologi, nutrizionisti, dietisti e filosofi), tramite postazioni telefoniche informatiche predisposte a Palazzo Francisci, offriranno counseling, attività di ascolto e orientamento, informazioni sulla mappatura delle strutture sanitarie affidabili e certificate dislocate nella diverse Regioni italiane, a tutti coloro che telefoneranno al numero verde 800.180.969. Il sito del Ministero consultabile è invece www.disturbialimentarionline.it.
 
L’'obiettivo è quello di instaurare un percorso di consapevolezza della malattia e motivazionale per intraprendere un percorso terapeutico. Inoltre saranno archiviate le informazioni utili in un database, successivamente condivise con l'’Istituto Superiore della Sanità.
 
 


   

Film Maledimiele

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Maledimiele

Un film di Marco Pozzi. Con Sonia Bergamasco, Gianmarco Tognazzi, Isa Barzizza, Benedetta Gargari Drammatico, durata 106 min. - Italia 2010. -
Uscita giovedì 19 aprile 2012
 
 
Recensione di Edoardo Becattini
 
Sara è un'adolescente affetta da disturbi alimentari. In seguito a una delusione amorosa ha deciso di raggiungere il peso ideale di 38 chili e, giorno dopo giorno, vive con sempre maggior impegno il regime dietetico autoimposto e la dedizione allo sport e all'attività fisica. I suoi genitori, un medico oculista e una gallerista che opera nel sociale, sono troppo coinvolti dal lavoro e da un'evidente crisi coniugale per rendersi conto dei problemi della figlia. Ma anche le due migliori amiche fanno fatica a leggere al di sotto dei suoi sorrisi e del comportamento da studentessa modello. È infatti nei lunghi momenti di solitudine che Sara confessa a se stessa e alle pagine di un blog le proprie tensioni legate all'apparenza e il naturale bisogno di affetto.
Si tende a guardare con un certo sospetto quei film che nascono da un problema sociale o da necessità divulgative, preoccupati dalla possibilità che la strada lastricata di buone intenzioni conduca comunque all'inferno del cattivo cinema. E invece, pur non sfuggendo in toto alle trappole del pedagogismo, Maledimiele riesce a smarcarsi dai toni dottrinali da Pubblicità Progresso grazie soprattutto a un lavoro che privilegia le immagini alle situazioni, la connotazione di un'atmosfera tesa e rigida piuttosto che lo schematismo del “prodotto per giovani”.
Il titolo richiama alla mente una canzone degli Afterhours, ma fa in realtà riferimento al primo periodo dell'anoressia, detto “luna di miele”, in quanto il malessere si nasconde dietro una superficie dolce e una certa serenità d'animo. Un ossimoro rappresentativo anche del doppio registro scelto dal regista, che alterna la costruzione della dimensione psicologica interiore con il racconto adolescenziale della routine familiare e scolastica. Quest'anima bipolare, oltre a restituire con una certa efficacia il tipico dissidio dell'adolescenza (quello di un mondo piccolo e acerbo che appare assoluto e sconfinato), sa che per emanciparsi dalla cerchia ristretta dei matinée scolastici deve lavorare più di astrazione che di realismo.
In questo modo, l'intensità del film di Marco Pozzi sta nel restituire il disagio dell'anoressia cercando di metterne in immagini il carattere essenzialmente privato, la sua tacita incomprensibilità. Ogni quadro della degenerazione della malattia (suddivisa in blocchi narrativi scanditi dalla progressiva perdita di peso) guarda tanto al corpo e alla pelle quanto ai sogni e ai pensieri della protagonista attraverso un'ottica raggelata, sospesa in una dimensione metafisica. Dall'algido design d'interni della casa borghese agli sguardi in macchina esibiti, dalle sonorità eclettiche (Erik Satie e musica elettronica) alle sequenze oniriche, la costruzione dell'immagine è preponderante rispetto alla scrittura della parola, lasciando che la vita sociale e familiare della giovane protagonista sia solo una pista narrativa secondaria, il necessario supporto di psicodramma giovanile su cui orchestrare un vero e proprio thriller psicologico. 
Non tutti i quadri astratti riescono particolarmente efficaci, così come è vero che l'ordinarietà della storia torna spesso in superficie a ribadire la finalità scolastica della parabola adolescente. Ma anche solo arrischiarsi a dar davvero la caccia agli spettri di un problema senza nascondersi dietro al dito del dovere sociale non è certo cosa da poco.

   

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