Associazione Fenice Lazio Onlus
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Si è costituita a Roma, per iniziativa di un gruppo di genitori e con il supporto tecnico di operatori specializzati, la ONLUS "Fenice-Sezione Lazio Associazione per la cura e la riabilitazione dei disturbi alimentari".
Le finalità dell'Associazione riportate nello statuto, ma ancor prima nelle intenzioni dei fondatori, riguardano il sostegno dei servizi per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e del peso (DCAP), lo sviluppo e il potenziamento delle attività di assistenza e di riabilitazione, il sostegno alle famiglie ,l'informazione sui centri di riferimento locali e nazionali, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, l'uso appropriato dei mezzi d'informazione e la raccolta dati.
Nel territorio romano e laziale il numero di giovani e giovanissimi con disturbi alimentari sta crescendo in maniera esponenziale e per questo motivo l'Associazione Fenice Lazio intende collaborare con le strutture locali sanitarie allo scopo di attivare una rete integrata di servizi per i DCA.
L'Associazione Fenice Lazio nasce per essere una rete tra le reti già esistenti in Italia e che da anni compiono un proficuo lavoro con le famiglie e con gli operatori del settore.
L'Associazione Fenice Lazio, dalla sua fondazione ad oggi, sta combattendo per l'ottenimento di una residenza e semi-residenza per i pazienti affetti da DCA.
L'Associazione Fenice Lazio recepisce fondi attraverso le quote dei soci, le donazioni, le raccolte fondi.
ASSOCIAZIONE FENICE LAZIO ONLUS
Via della Stazione di S.Pietro 40
00165 Roma
C.F. 9754170058
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4 Giugno 2012 - Ritorno alla vita


Numero Verde





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Numero verde SOS disturbi alimentari 800.180.969 |
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Film Maledimiele
Maledimiele

Si tende a guardare con un certo sospetto quei film che nascono da un problema sociale o da necessità divulgative, preoccupati dalla possibilità che la strada lastricata di buone intenzioni conduca comunque all'inferno del cattivo cinema. E invece, pur non sfuggendo in toto alle trappole del pedagogismo, Maledimiele riesce a smarcarsi dai toni dottrinali da Pubblicità Progresso grazie soprattutto a un lavoro che privilegia le immagini alle situazioni, la connotazione di un'atmosfera tesa e rigida piuttosto che lo schematismo del “prodotto per giovani”.
Il titolo richiama alla mente una canzone degli Afterhours, ma fa in realtà riferimento al primo periodo dell'anoressia, detto “luna di miele”, in quanto il malessere si nasconde dietro una superficie dolce e una certa serenità d'animo. Un ossimoro rappresentativo anche del doppio registro scelto dal regista, che alterna la costruzione della dimensione psicologica interiore con il racconto adolescenziale della routine familiare e scolastica. Quest'anima bipolare, oltre a restituire con una certa efficacia il tipico dissidio dell'adolescenza (quello di un mondo piccolo e acerbo che appare assoluto e sconfinato), sa che per emanciparsi dalla cerchia ristretta dei matinée scolastici deve lavorare più di astrazione che di realismo.
In questo modo, l'intensità del film di Marco Pozzi sta nel restituire il disagio dell'anoressia cercando di metterne in immagini il carattere essenzialmente privato, la sua tacita incomprensibilità. Ogni quadro della degenerazione della malattia (suddivisa in blocchi narrativi scanditi dalla progressiva perdita di peso) guarda tanto al corpo e alla pelle quanto ai sogni e ai pensieri della protagonista attraverso un'ottica raggelata, sospesa in una dimensione metafisica. Dall'algido design d'interni della casa borghese agli sguardi in macchina esibiti, dalle sonorità eclettiche (Erik Satie e musica elettronica) alle sequenze oniriche, la costruzione dell'immagine è preponderante rispetto alla scrittura della parola, lasciando che la vita sociale e familiare della giovane protagonista sia solo una pista narrativa secondaria, il necessario supporto di psicodramma giovanile su cui orchestrare un vero e proprio thriller psicologico.
Non tutti i quadri astratti riescono particolarmente efficaci, così come è vero che l'ordinarietà della storia torna spesso in superficie a ribadire la finalità scolastica della parabola adolescente. Ma anche solo arrischiarsi a dar davvero la caccia agli spettri di un problema senza nascondersi dietro al dito del dovere sociale non è certo cosa da poco.
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